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Per non continuare a lamentarci

Chi lavora nel sociale ha buoni motivi per lamentarsi. Ci sono molte cose che non vanno. Spesso diciamo che è importante lavorare insieme, creare sinergie, collaborare, poi però tutto resta come prima. Presi dai molti impegni e dalle emergenze, che ci impediscono di dedicare attenzione alle cose importanti, facciamo fatica a metterci insieme per la tanto auspicata pianificazione e progettazione partecipata.

Una delle ragioni, non certo l’unica, ma credo importante, sta nella mancanza di spazi e strumenti comuni di conoscenza e di relazione. Abbiamo difficoltà a reperire e mettere insieme informazioni e anche la comunicazione è spesso carente. In molti casi, ad esempio, chi cerca lavoro presso enti che gestiscono i servizi sociali fa fatica a trovare le migliori offerte, mentre, al contrario, per chi è alla ricerca di personale qualificato è problematico reperire le risorse professionali di cui ha bisogno. Non che manchino le possibilità, ma scandagliarle richiede un notevole dispendio di energie.

Per questo abbiamo pensato ad uno strumento che ci aiuti a;

  • far conoscere meglio le realtà che nel territorio si occupano di sociale,
  • informare sulle norme del settore e sulle opportunità di finanziamento
  • approfondire temi di grande interesse, per un continuo aggiornamento
  • facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro sociale
  • favorire la diffusione di informazioni su iniziative ed eventi organizzati dai diversi soggetti che operano nel sociale.

Nella mia Verona, ricordo ancora con emozione quando in arena, appena calava il buio, migliaia di spettatori accendevano una piccola candela che illuminava tutta la scena, in uno spettacolo meraviglioso.

Mi auguro che questo strumento, semplice e accessibile, sia di qualche utilità per rafforzare la cooperazione tra i diversi attori delle politiche sociali e per costruire insieme un buon sistema di servizi e interventi, centrato sulla promozione, l’advocacy e l’erogazione di prestazioni appropriate, in un territorio attento alle vulnerabilità di tutti.

Insomma: accendiamo un piccolo lume, per non continuare ad imprecare, inutilmente, contro l’oscurità.

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