Questo contributi, curato da Martino Rebonato e maturato nella fruttuosa esperienza di Oasi sociale, propone una lettura integrata tra monitoraggio e valutazione, intesi come strumenti complementari per il governo consapevole dei progetti sociali.
Il testo accompagna il passaggio dal “sapere per fare” del monitoraggio alla dimensione interpretativa e di giudizio propria della valutazione, offrendo un quadro metodologico essenziale ma rigoroso. Ne emerge una prospettiva operativa in cui la raccolta sistematica delle informazioni e la formulazione di giudizi fondati diventano leve per migliorare l’efficacia, orientare le decisioni e rafforzare la qualità degli interventi.
Questo sussidio – titolato Sussidiarietà, luce per l’azione politica e la cittadinanza attiva – offre una sintesi chiara e strutturata del principio di sussidiarietà, evidenziandone il valore centrale nell’azione pubblica e nella costruzione di relazioni efficaci tra istituzioni e società civile.
Attraverso un percorso essenziale, il documento approfondisce le due dimensioni fondamentali – sussidiarietà verticale e orizzontale – mettendo in luce come esse orientino responsabilità, partecipazione e giustizia sociale.
Particolare attenzione è dedicata ai riferimenti normativi e agli strumenti operativi, con un focus su co-programmazione, co-progettazione e modelli di governance condivisa, oggi cruciali per il sistema dei servizi e per il Terzo Settore.
Il sussidio rappresenta quindi uno strumento utile per amministratori, operatori sociali e organizzazioni, offrendo chiavi di lettura concrete per applicare la sussidiarietà in modo efficace, evitando al contempo derive e distorsioni.
Il testo Bisogni, domande e offerta sociale: quali connessioni? – di Martino Rebonato – nasce da un incontro formativo promosso a Viterbo il 24 marzo 2025 dalla Fondazione Semeion e propone una riflessione critica sui processi di programmazione dei servizi sociali territoriali.
A partire dal quadro normativo regionale e nazionale, il documento mette in evidenza la distanza tra i principi dichiarati – che indicano nei bisogni delle persone il punto di partenza dell’azione pubblica – e le pratiche effettive, spesso orientate dalla disponibilità delle risorse e dalla gestione dell’esistente.
Attraverso un’analisi articolata dei concetti di bisogno, domanda e offerta sociale, il testo evidenzia le possibili disconnessioni tra queste dimensioni e i rischi conseguenti: bisogni non intercettati, servizi inefficaci o sprechi di risorse. Particolare attenzione è dedicata alla necessità di una lettura integrata e dinamica dei fenomeni sociali, che valorizzi anche il contributo del welfare comunitario e del Terzo Settore.
Il contributo si conclude sottolineando l’urgenza di dotarsi di strumenti stabili di osservazione e analisi – come un Osservatorio sociale – in grado di supportare una programmazione più equa, efficace e coerente con i reali bisogni dei territori.
Il documento Verso un Osservatorio sociale nel Distretto socio-sanitario VT3 vuole essere una proposta per rafforzare la programmazione sociale attraverso dati ed evidenze.
In esso si propone l’istituzione di un Osservatorio Sociale nel Distretto socio-sanitario VT3, finalizzato a colmare l’attuale carenza di un sistema informativo strutturato a supporto della pianificazione, del monitoraggio e della valutazione dei servizi sociali.
L’iniziativa mira a migliorare l’efficacia e l’equità delle politiche sociali, attraverso la raccolta e l’analisi sistematica dei dati sui bisogni della popolazione e sull’offerta dei servizi, favorendo al contempo la partecipazione degli enti del territorio e del Terzo Settore.
Il documento illustra obiettivi, metodologia, assetto organizzativo e una prima ipotesi di sviluppo dell’Osservatorio, configurato come azione di sistema stabile e integrata nel Piano Sociale di Zona.
Nel PDF è disponibile la descrizione completa della proposta progettuale, comprensiva di risultati attesi, cronoprogramma e sostenibilità economica.
L’articolo, titolato Annotazioni antropologiche per l’agire sociale, è un contributo di Martino Rebonato che propone alcune riflessioni di carattere antropologico sull’agire sociale, rivolte a chi opera nei servizi, nella progettazione e nelle politiche di welfare. Muovendo dalla tradizione umanistica e personalista, il testo richiama l’importanza di riconoscere la centralità della persona, la sua dignità e il valore delle relazioni come fondamento di ogni intervento sociale.
Attraverso una serie di “pensieri sparsi”, l’autore invita a superare approcci puramente tecnici o burocratici, per recuperare una visione più ampia e profonda del lavoro sociale, capace di integrare pensiero, azione e responsabilità comunitaria. In un contesto segnato da crisi multiple – economiche, culturali e relazionali – emerge con forza la necessità di ricostruire fiducia, valorizzare la formazione e promuovere comunità professionali competenti.
Il testo sollecita inoltre una riflessione critica su alcuni paradigmi dominanti, come l’attivismo privo di senso e la riduzione della persona a funzione, proponendo invece un orientamento fondato sul primato dell’essere sul fare e su una rinnovata attenzione ai fondamenti antropologici dell’agire sociale.
Una lettura utile per chi intende rafforzare la qualità e il significato del proprio impegno nel sociale, con uno sguardo capace di coniugare operatività e visione.
Il documento, titolati brevemente Gli scenari, di Martino Rebonato, propone una ricostruzione sintetica ma articolata dell’evoluzione dei sistemi di assistenza e dei servizi sociali in Italia, dalle forme originarie di carità e beneficenza fino alla configurazione contemporanea del welfare. Attraverso un’analisi storica che attraversa i principali snodi normativi, istituzionali e culturali, il testo mette in luce il passaggio da un approccio caritativo a uno fondato sui diritti di cittadinanza, evidenziando il ruolo progressivamente assunto dallo Stato, dagli enti locali e dal Terzo settore.
Particolare attenzione è dedicata ai cambiamenti intervenuti nel secondo Novecento, alla costruzione del sistema integrato dei servizi sociali e alle trasformazioni più recenti, con uno sguardo specifico alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza. Il contributo si configura come uno strumento utile sia per l’approfondimento teorico sia per la formazione di operatori e progettisti del sociale, offrendo chiavi di lettura utili per comprendere gli scenari attuali e le sfide future del welfare.
Il Terzo Settore e la costruzione partecipata dei Piani Sociali di zona: Cosa, Perché e soprattutto Come si propone come sussidio didattico che offre una sintesi chiara e operativa del sistema socio-assistenziale italiano, con particolare attenzione al ruolo e alla costruzione partecipata dei Piani Sociali di Zona.
Il documento – a cura di Martino Rebonato – approfondisce finalità, contenuti e processi di programmazione sociale, evidenziando il contributo del Terzo Settore nelle fasi di analisi dei bisogni, definizione degli interventi e monitoraggio dei servizi.
Pensato come strumento introduttivo e di orientamento, supporta operatori, enti e stakeholder nella comprensione delle logiche, delle criticità e delle opportunità legate alla pianificazione sociale territoriale.
Al link la dispensa completa dalla quale il sussidio è derivato: Il Terzo Settore e la costruzione partecipata dei Piani Sociali di zona
Il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali è uno strumento di programmazione nazionale che definisce le priorità, gli indirizzi e le modalità di utilizzo delle risorse per garantire servizi sociali uniformi e di qualità su tutto il territorio italiano.
Redatto ogni tre anni, il Piano richiama all’attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) e rappresenta una guida per le regioni e gli enti locali nella pianificazione e nell’erogazione dei servizi sociali.
l Piano Sociale Regionale 2025-2027 del Lazio è lo strumento strategico della Regione per programmare, coordinare e finanziare le politiche sociali, l’inclusione e i servizi alla persona per il trienni indicato. Con oltre 400 milioni di euro di dotazione, mira a modernizzare il welfare, sostenere anziani, disabili e famiglie, e rafforzare l’integrazione sociosanitaria.
Il piano punta a un sistema di welfare moderno, inclusivo, partecipato e capace di integrare politiche sociali con quelle sanitarie, abitative e formative.
La DGR n. 584 del 06/08/2020 (Deliberazione della Giunta Regionale della Regione Lazio) è un atto amministrativo fondamentale nel Lazio relativo al settore sociale e socio-sanitario.
Definisce le linee guida per la redazione, concertazione, attuazione, monitoraggio e valutazione dei Piani Sociali di Zona per i distretti socio-sanitari del Lazio, inserendosi nel quadro della Legge Regionale n. 11/2016 sul riordino dei servizi sociali.
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