L’ultima pubblicazione ISTAT (dicembre 2024) sui 16,4 milioni di nuclei familiari in Italia presenta un interessante confronto tra i dati 2001, 2011 e 2021, che mette in evidenza i cambiamenti della struttura delle famiglie che vivono nel nostro Paese. Balza agli occhi il fatto che oggi le coppie con figli sono in minoranza rispetto a quelle senza prole. Le coppie con figli scendono infatti dal 57,5% del 2001 al 45,8% del 2021.
Ciò dipende sia dai persistenti tassi di bassa fecondità (nonostante l’apporto della popolazione straniera), sia dall’avanzamento d’età delle persone nate durante il “boom” demografico (fra il 1955 e il 1975).
Tra le molte informazioni utili per comprendere le tendenze demografiche delle famiglie, si nota la fortissima incidenza dei nuclei monogenitoriali, ovvero padri e madri soli con uno o più figli, che nel 2021 costituivano il 23,3% di tutte le famiglie in Italia (18,1% con genitore madre e 5,2% da genitore padre). Praticamente quasi una famiglia su quattro è costituita da un genitore solo con uno o più figli.
Si tratta di un fenomeno in costante aumento. Negli ultimi 20 anni i nuclei formati da un genitore solo con uno o più figli sono passati dai 2 milioni e 100mila del 2001 a più di 3 milioni e 820mila nel 2021 (+81,9%). Ad aumentare sono sia i padri soli con figli (+ 492.467), sia, soprattutto, le madri sole con figli (+1.229.000).
Il fenomeno riguarda soprattutto le donne (78% di tutti i nuclei monogenitoriali), che continuano a vivere con i figli a seguito di una separazione o di un divorzio non solo perché nelle separazioni giudiziali si tende a privilegiare l’affidamento materno, ma anche perché in tal senso si accordano la maggior parte i coniugi quando ricorrono alla separazione consensuale.
Da rilevare però anche il forte aumento dei padri soli, che negli ultimi 10 anni sono aumentati di quasi l’85%.
Gli aumenti sono dovuti a diversi fattori e in particolare al costante incremento delle separazioni e dei divorzi, che spesso non evolvono in famiglie ricostruite. Sono infatti separati (di fatto o legalmente) o divorziati circa la metà dei genitori soli (1.759.628).
Tutti i capoluoghi delle Città Metropolitane hanno una percentuale di nuclei monogenitoriali più elevata rispetto a quella che si regista nel complesso del Paese. Roma Capitale si colloca in cima a questa graduatoria, con circa 435mila nuclei, corrispondente al 32,8% del totale delle famiglie.